ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE

MESSICO


Fratelli e sorelle, del municipio ribelle TERRA E LIBERTÀ.

TERRA E LIBERTÀ, fu lo slogan del nostro grande generale Emiliano Zapata, capo dell'esercito di LIBERAZIONE DEL SUD.

TERRA E LIBERTÀ, in onore allo slogan del generale Zapata, titolo del nostro Consiglio municipale Ribelle, nome che abbiamo fatto conoscere al popolo Messicano ed al mondo.

Auguri a coloro che oggi comandano obbedendo in questo municipio.

Auguri a tutti gli uomini, le donne, gli anziani ed i bambini che comandano ed obbediscono in questo Consiglio municipale Zapatista ribelle.

Auguri a tutti noi, uomini e donne affinché si apprenda e si riesca a governare, con Democrazia, Libertà e Giustizia.

Fratelli e sorelle questo è il nostro sogno che abbiamo sognato e che hanno sognato i nostri compagni caduti il 1° gennaio del 1994. Il 19 dicembre 1994, l'EZLN, ha reso noti al popolo del Messico e al mondo, ma soprattutto al malgoverno, i 38 municipi Zapatisti ribelli, disconoscendo così, i municipi che il malgoverno ci aveva imposto. E questo è uno dei Consigli municipali nei quali siamo qui oggi, uomini e donne con i cuori colmi di allegria e speranza, perché abbiamo saputo, i vivi ed i morti, conquistarlo.

Perché abbiamo resistito in montagna, nelle città, ed oggi continuiamo a resistere nella nostra ribellione, con le armi contro il malgoverno.

Il malgoverno ha voluto toglierci i nostri municipi con la sua guerra. Dei nostri municipi potrà toglierci la casa, la sede del Consiglio municipale, come è successo ai compagni di SAN PEDRO DE MICHOACAN di Guadalupe Tepeyac, ma non potrà toglierci la nostra dignità, quella dei municipi ribelli. Oggi continuiamo a lavorare, proseguendo con più persone, partecipando insieme, lottando insieme, governando insieme.

Zedillo vuole governarci, per mantenerci controllati, divisi, ingannati e sfruttati, ci vuole obbedienti e non vuole che ci autogoverniamo ma vuole essere lui a comandare; e che possa fare i suoi interessi e non ciò che interessa al popolo. Noi non dobbiamo dirgli nulla quando lavora male e se glielo diciamo la sua risposta è il carcere, la morte. Non possiamo mandarli via dai loro incarichi quando tradiscono, rubano; sono tanto sordi e tanto ciechi che per loro non valiamo nulla quando parliamo loro. Si accordano con noi solo quando c'è una campagna elettorale, facendoci un sacco di promesse per rubare i nostri voti. Di quale democrazia parlano questi signori? Di quale libertà? Di quale giustizia? Di quale pace sociale? Se quando combattiamo per i nostri diritti ci chiamano assassini, terroristi e quindi si avvalgono della legge e di tutta la forza dello Stato. Questo non è un governo eletto dal popolo, né un governo interessato al suo popolo, è un ladro, come molti precedenti governi che si sono arricchiti.

Non abbiamo alcuna fiducia e tutto ciò che ci potrà dare, sarà solo per farci uniformare ed accontentarci. Ma la nostra dignità non si adatterà, né si accontenterà degli avanzi, delle briciole, delle elemosine.

Fratelli e sorelle, ora l'azione di autogovernarci è nelle nostre mani, chiediamo a tutti voi quanto segue:

1. - Appoggiare le nostre autorità perché abbiano di che nutrirsi, non ricevendo denaro ed avendo famiglia; il popolo deve organizzarsi per sostenerle.

2. - Sostenerle perché possano essere un buon governo, consultandoli perché noi sappiamo comandare, ma nello stesso tempo rispettare ed obbedire al nostro governo.

3. - Impariamo a correggerle quando sbagliano, che sappiano riconoscere e correggersi o vengano sostituite a secondo della gravità dei fatti.

4. - Che noi come popolo diciamo, come vogliamo essere informati sul lavoro delle nostre autorità, quando e dove, affinché chi ci governi possa informarci con verità; che ci ascoltino e ci rispondano ai nostri dubbi e domande riguardanti le loro informazioni, fino a ritenerci soddisfatti e che tutto sia chiaro, e così altrettanto per loro nei nostri confronti.

5. - Quando c'è un segnale di mancanze o di errori da parte delle nostre autorità, lo si faccia arrivare per scritto o verbalmente alle autorità, questo lo possiamo fare arrivare attraverso le nostre autorità "ejidali".

6. - Chiediamo ai compagni del Consiglio Municipale, che osservino e facciano osservare in maniera giusta le Leggi rivoluzionarie.

7. - Un'ultima cosa, ma la più importante. Chiediamo ai popoli che cerchino ed eleggano compagne per il Consiglio Municipale così che possano diventare delle autorità del nostro Municipio.

COMPAGNI E COMPAGNE

La lotta dell'EZLN è qui ed è con voi.

L'EZLN vi dice, lottiamo compagni, questo è lo spazio nel quale possiamo essere tutti basi d'appoggio dell'EZLN e in cui possono stare le organizzazioni che non vogliono avere più niente a che fare con quel bandito del governo. Fratelli contadini, indigeni delle organizzazioni, chi sta con noi in questo governo che abbiamo, nel quale crediamo, perché l'abbiamo eletto veramente noi, questa si è la Libertà, la Democrazia, dove tutti insieme faremo la giustizia.

Chiaro, questo non piace per niente al signor Zedillo, perché non andiamo a strisciare ai suoi piedi. Anche noi sappiamo governare, sappiamo fare politica, abbiamo idee per progettare e lavorare per il nostro benessere.

Qui sta la difficoltà, perché contro di noi ci sono Zedillo ed i ricchi. E' qui che vi chiediamo forza, decisione, resistenza, per non accettare le imposizioni del governo. Non permetteremo niente che non sia decisione della nostra gente.

Avanti compagni.

Non più 504 anni di sfruttamento

Democrazia!

Libertà!

Giustizia!

Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno.

Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.

Messico, maggio 1997


(traduzione del Comitato "Maribel" Bergamo)


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