La Jornada – Lunedì 28 aprile 2008
Almeno 500 poliziotti hanno fatto irruzione in maniera violenta nella comunità zapatista Cruztón
Per una disputa per le terre hanno fermato tre indigeni, rilasciati ore dopo

Hermann Bellinghausen - Inviato

San Cristóbal de las Casas, Chis., 27 aprile - Alle 5 del mattino di oggi, sono entrati “in maniera violenta”, 12 camion con 500 elementi della Polizia Statale Preventiva nella comunità di Cruztón, nel municipio di Venustiano Carranza "Sono arrivati armati, dando calci alle porte e svaligiando le case" - denuncia l'altra campagna in Jovel, alla quale appartiene la comunità aggredita.

Hanno arrestato José Lázaro López López, Roberto López López e Manuel Gómez, senza dire dove li portavano. Nelle ore seguenti sono "scomparsi", fino a quando le organizzazioni dei diritti umani non li hanno ritrovati ed hanno constatato che erano stati liberati, senza denunce a loro carico, verso le 14.

I poliziotti, secondo la denuncia, "erano agli ordini di civili appartenenti al gruppo (presunto membro dell'OCEZ-CNPA) che dice d'essere proprietario di un terreno di 308 ettari che i compagni avevano recuperato il 5 maggio 2007, visto che quelle terre appartengono loro in modo legittimo".

Il "brutale operativo poliziesco" è arrivato inaspettato. "Proprio mentre è iniziato mesi fa un dialogo col governo dello stato, con la condizione che non avvenga nessuna azione contro i compagni: né esecuzione di mandati di cattura, né sgomberi. Come sempre il governo continua a non rispettare la parola data...".

La persecuzione giudiziaria era diretta contro i membri del Comitato Contro la Repressione di Cruztón, aderente all'altra campagna che hanno recuperato un pezzo delle loro terre. "Per molti anni abbiamo lavorato come peones nella proprietà Mispia, o Nazaret, di cui era proprietario José Villafuerte Mijangos. I nostri genitori erano "acasillados". Noi siamo nati in quella proprietà. Si sfruttavano i ragazzi, lavoravamo con una paga molto bassa ed il proprietario ci schiavizzava" - racconta il comitato in un recente documento.

Il latifondista, "invece di pagarci i nostri diritti per il lavoro effettuato nel 1988, optò per donarci 308 ettari con una scrittura ufficiale". Così ce li ha donati "in modo semplice ed a titolo gratuito in comproprietà e in parti uguali a 20 persone, ora abitanti di Cruztón. Lui stesso ci consegnò fisicamente la terra. Insieme percorremmo i cippi, i sentieri e da allora abbiamo posseduto e lavorato queste terre in qualità di proprietari".

Nel 1994, persone di Teopisca e dell'ejido Nuevo León, facendosi passare per "zapatisti", invasero la proprietà. La giunta di buon governo di Oventic ha confermato che gli invasori "non sono mai stati zapatisti". Non vivono neppure lì, però hanno della loro parte le autorità statali. Perciò, in assemblea, i contadini di Cruztón il 5 maggio dell'anno scorso hanno deciso di "recuperare" le terre. E "per la via pacifica", hanno "cercato una soluzione". Gli invasori hanno già iscritto le proprietà nel Programma di Certificazione dei Diritti Ejidali e Titolazione dei Terreni.

"Secondo gli ingegneri del governo, quella terra non corrisponde alle scritture e ciò che invece spetta a noi sarebbe sul monte Mispia, dove non si può coltivare nulla ed è di difficile accesso. Ma com'è che tutti questi anni abbiamo pagato il catasto senza che nessuno ci dicesse niente?".

Le minacce di sgombero sono costanti. "Per noi è il proprietario che ci ha ingannato ed ha ingannato il governo vendendo due volte la nostra terra, o forse è il governo che ha pensato bene, come in altre occasioni, e fa tutto questo affinché ci scontriamo tra fratelli contadini. Siamo disposti a difendere quello che è nostro" - concludono.

(tradotto dal Comitato Chiapas di Torino)

logo

Indice delle Notizie dal Messico


home