La Jornada – Domenica 16 settembre 2007
Gli aggressori avvertono: “vi uccideremo e violenteremo le vostre figlie e mogli”
La Opddic aggredisce nove basi di appoggio dell’EZLN: tre feriti gravi
Hermann Bellinghausen - Inviato
Comitán, Chis., 15 settembre - Il pomeriggio del giorno 11 scorso, nove contadini basi di appoggio dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), compresi due bambini, sono stati aggrediti a colpi di machete, bastoni e spari da circa 50 abitanti dell'ejido Agua Azul, membri dell'Organizzazione per la Difesa dei Diritti Indigeni e Contadini (Opddic). Tre zapatisti sono stati catturati e picchiati brutalmente col manico dei machete e bastoni sulla testa e su tutto il corpo.
Manuel Jiménez Álvaro è stato ferito al volto da una pallottola di striscio perdendo i sensi, tanto che i suoi aggressori l'avevano dato per morto. Mentre "fermavano" gli altri due zapatisti, gli aggressori hanno notato che il primo era vivo, l'hanno quindi trascinato, senza smettere di picchiarlo, fino agli uffici ejidali di Agua Azul, trasformati in "prigione". Subito hanno chiamato la polizia dello stato. La pattuglia 053 è acccorsa con celerità.
Gli altri zapatisti feriti e trattenuti erano Manuel Jiménez Silvano e Jerónimo Morales Álvaro. La persona che ha sparato contro Manuel Jiménez Álvaro è Jerónimo Urbina López, abitante di Agua Azul e membro dell'Opddic. Secondo le testimonianze dei feriti, hanno ricevuto minacce ed insulti di questo tipo:
"Vi uccideremo". "Noi non abbiamo mogli; prenderemo le vostre mogli e figlie, le violenteremo e diventeranno le nostre donne". "Faremo a pezzi i vostri figli". "Gli taglieremo la lingua". "È meglio che ve ne andiate da queste terre".
Nel frattempo, i poliziotti settoriali fotografavano e schedavano i detenuti (quindi, le autorità possiedono fotografie delle condizioni in cui erano). Sì, risulta che erano in arresto e la polizia era pronta a portarli in prigione, probabilmente a Palenque. Il loro "reato": vivere nella comunità Bolom Ajaw, a valle di una riva quasi vergine del frequentato stabilimento balneare Agua Azul, gestito da dirigenti priisti del villaggio Agua Azul. In realtà, l'intenzione delle autorità statali e federali è sgomberare la comunità zapatista e l'Opddic è solo l'esecutrice.
Questo è confermato da funzionari di Chilón ed Ocosingo giunti sul luogo insieme al delegato della segreteria di Governo, Jesús Octavio Durán, così come José Hernández Nava, della Commissione Nazionale delle Aree Protette (CNAP), che volevano permettere il trasferimento in prigione dei tre zapatisti feriti.
All'incrocio della strada che conduce da Agua Azul a Bolom Ajaw, i contadini aggrediti aspettavano una loro commissione partita quel giorno per il caracol di Morelia per comunicare alla giunta di buon governo (JBG) che quelli dell'Opddic avevano bloccato l'accesso alla loro comunità dal passato 5 settembre, quando avevano installato un'alta e robusta rete di filo di ferro. Per questo, i contadini zapatisti non potevano raccogliere i loro prodotti e transitare liberamente.
Intanto, quelli che erano riusciti a sfuggire all'attacco di Opddic avevano dato l'allarme a Bolom Ajaw, e subito circa 40 basi di appoggio dell'EZLN disarmate (non "miliziani", come diceva la distorta versione ufficiale) si sono dirette ad Agua Azul per liberare i loro compagni.
Sapendo che la polizia settoriale era pronta a portarli via, hanno tagliato due alberi per bloccare la strada e abbattuto il palo dell'energia elettrica, lasciando Agua Azul al buio.
Nel gruppo priista c'era un ferito per il quale è arrivata un'ambulanza. I paramedici hanno dovuto entrare a piedi ad Agua Azul.
Miguel Silvano Hernández sembra sia stato colpito col machete dai suoi stessi compagni mentre stavano colpendo Manuel, Jerónimo e Manuel, che non avevano machete.
In questo scenario sono arrivati ad Agua Azul i rappresentanti della JBG di Morelia. Allora, il delegato di Governo ha modificato la sua posizione e "negoziato" con la giunta la liberazione dei fermati.
Il delegato della CNAP insisteva nel dar ragione agli aggressori, pronunciandosi per lo sgombero di Bolom Ajaw, comunità stabilita su terre che il governo di Ernesto Zedillo dichiarò nel 2000 area naturale protetta per destinarle all'ecoturismo ed alla presunta protezione ambientale.
In sintesi, gli zapatisti disturbano questi piani di "sviluppo". I delegati di governo e la CNAP hanno insistito inutilmente nel "negoziare" con la JBG la "ricollocazione" (o sgombero) di tutte le famiglie di Bolom Ajaw.
I tre zapatisti feriti sono stati portati, il giorno 13, dai loro compagni in una clinica di Palenque dove sono stati curati ed ora si trovano in condizioni "stabili".
(tradotto dal Comitato Chiapas "Maribel" - Bergamo)

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