San Cristóbal de Las Casas, Chiapas - 16 marzo 2007

Prima di tutto vogliamo esprimere la nostra gratitudine per le manifestazioni di appoggio e solidarietà, nazionali ed internazionali, ricevute in questi ultimi giorni, a seguito degli episodi di minaccia ai danni della nostra organizzazione. Senza dubbio, le vostre parole ci danno la forza per continuare il nostro lavoro di accompagnamento ai processi organizzativi delle comunità indigene, della società civile e delle organizzazioni sociali contadine.

CIEPAC nasce nel 1998, come un’organizzazione civile che accompagna i processi sociali in Chiapas, Mexico, Centro America, sostenendo le lotte globali per la costruzione di un mondo più democratico, di giustizia e dignità per tutti i popoli.

La nostra visione rifiuta l’attuale modello economico neo-liberista e, come membri attivi de La Otra Campaña, lavoriamo alla ricerca e alla costruzione di alternative per i popoli. Come altre organizzazioni, comunità e singoli individui aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona, abbiamo ricevuto intimidazioni e minacce che si sono fatte più dure negli ultimi mesi.

CIEPAC ha denunciato pubblicamente questa serie di intimidazioni e minacce in due comunicati datati 17 gennaio e 26 febbraio 2007. Questi episodi sono un esempio della strategia di guerra a bassa intensità che si continua a vivere in Chiapas; gli autori morali sono gli stessi di sempre, impegnati da sempre a contrastare le organizzazioni civili che lavorano a fianco delle comunità indigene e contadine.

In questa situazione CIEPAC moltiplica gli sforzi per garantire sicurezza interna e salvaguardare l’integrità fisica e mentale dei propri componenti. Allo stesso tempo, cerchiamo di rafforzare i legami con comunità e organizzazioni a noi prossime, per rispondere in modo coordinato a questa politica repressiva.

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto la visita di funzionari del Tribunale Generale dello Stato del Chiapas, Sezione Regionale Zona “Altos”. È importante chiarire che questa visita ha avuto come unica ragione d’essere la consegna della documentazione relativa ai recenti episodi. In primo luogo, il dottor Juan de Dios Olvera Rojas, giudice regionale, ci invita a presentarci di fronte al Pubblico Ministero ed a deporre corrispondente denuncia (Atto FRZA/0145/2007, del 27 Febbraio 2007); in secondo luogo, ci mette a conoscenza della pratica inviata al Giudice Responsabile delle Indagini (Atto SDAPZA/0347/2007, del 1 Marzo 2007) dal dottor Fausto Gabino Arano Guerrero, Vicedirettore Sezione Indagini Preliminari Zona “Altos”, prodotta in risposta alla richiesta di misure precauzionali che la dottoressa María de los Ángeles Cossio, membro della Commissione di Diritti Umani Chiapas, suggerisce come provvedimento per “salvaguardare la vita e l’integrità fisica dei componenti dell’Organizzazione Non Governativa CIEPAC” (Atto VGSCR/0200/200).

In questa pratica si evidenzia che l’ufficio non ha ancora ricevuto la corrispondente denuncia “nonostante in ripetute occasioni i rappresentanti della suddetta organizzazione siano stati sollecitati a presentarsi presso gli uffici del Tribunale Regionale Zona “Altos” per deporre denuncia formale relativamente agli episodi avvenuti. Per questo si dovranno citare i denuncianti, affinchè a loro volta ratifichino quanto manifestato nella pubblica denuncia.”

In questo senso, dichiariamo che le “ripetute occasióni” si sono risolte in una sola visita e che questa è avvenuta per consegnarci la pratica FRZA/0145/2007. Il giorno 5 marzo 2007 abbiamo ricevuto presso i nostri uffici la visita di Adán Ruiz Guillen, Delegato del Governo Regionale di San Cristóbal de las Casas e di Luis Adalberto Aguilar Zaragoza, che manifestano l’intenzione del governo di chiarire la natura di questi episodi intimidatori.

Di fronte a questi fatti, CIEPAC risponde:

Primo: dal novembre 2005 ad oggi, in ripetute occasioni, singoli individui e organizzazioni aderenti a La Otra Campaña hanno denunciato presso il competente ufficio del Pubblico Ministero episodi di intimidazione e repressione. Queste denuncie, ad oggi più di 25 (quelle fatte pubblicamente), non hanno ottenuto nè soluzioni, nè risposte, nè significativi risultati investigativi. Sappiamo che il governo ha l’obbligo di svolgere le indagini ed arrestare i responsabili di questi atti, tuttavia, crediamo che ciò non avverrà, poichè il governo non si autoindaga nè si sanziona da solo.

Secondo: Noi, compagni e compagne di CIEPAC, in quanto membri de La Otra Campaña, non crediamo nella giustizia del governo, nè dei suoi uffici. Crediamo in una “Otra Justicia“, che nasca dai popoli, rafforzandosi attraverso la solidarietà nazionale e internazionale dei compagni e delle compagne e con l’appoggio e il sostegno delle Giunte di Buon Governo. Per tanto, ribadiamo che non faremo alcuna denuncia presso il Pubblico Ministero e che rifiutiamo le misure cautelari imposteci dagli apparati governativi. Continueremo a sostenere La Otra Campaña e invitiamo organizzazioni e singoli individui ad unirsi a questo processo di costruzione di una giustizia giusta.

Terzo: consideriamo i governi, Federale e Statale ed i loro apparati di giustizia, responsabili di qualsiasi danno che possano subire i compagni e le compagne della nostra organizzazione, così come di qualsiasi altra organizzazione appartenente a La Otra Campaña e di altre organizzazioni sociali e non governative che lavorano per la costruzione di alternative al modello neo liberista.

Quarto: invitiamo le organizzazioni per i Diritti Umani della Società Civile a venire in Chiapas ed a fermarsi per indagare e denunciare i casi di repressione perpetrati ai danni di organizzazioni, comunità indigene e aderenti a La Otra Campaña.

Continueremo il nostro lavoro per la costruzione di un mondo, ove la democrazia, la giustizia e la libertà siano tali.

Distintamente,

l’equipe di CIEPAC
Responsabile Comunicazione: Miguel Ángel Rodríguez Miranda

[tradotto da fabio di milano (che collabora col ciepac)]

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