Parole del Delegato Zero in una scuola nel villaggio di pescatori Dautillos Navolato - Sinaloa

10 ottobre 2006

Il racconto di Rospetto Pozzanghera

Noi veniamo dal Chiapas che fa pure parte del Messico e la vostra maestra senz'altro vi mostrerà dov'è sulla mappa.

I nostri bambini sono indigeni, di radici maya. E prima che incominciassimo a lottare per i loro diritti non avevano la scuola. Da quando avevano la vostra età dovevano iniziare a lavorare: caricare legna, curare i più piccoli, imparare a cucinare.

Ma ora ci stiamo già organizzando affinché i nostri bambini e le nostre bambine vadano a scuola, visto che prima non ci andavano.

Ed a volte i maestri che sono pure della comunità, raccontano delle storie. Quindi anch'io voglio raccontarvi una storia - che racconterò anche ai bambini zapatisti ed alle bambine zapatiste che stanno là -. Ed è il racconto del Rospetto Pozzanghera, cioè si chiama di nome Rospetto e di cognome Pozzanghera ed adesso saprete il perché.

Allora c'era una volta un Rospetto che continuava a saltellare per i campi del Chiapas ed a volte attraversava pure la strada. E se ne andava in giro con la sua famiglia, coi suoi amici eccetera. Ed a volte li schiacciavano: era la gente con le sue scarpe o le auto quando passavano, quelli che schiacciavano i rospetti.

Allora questo Rospetto è molto preoccupato: come può fare per far sì che non gli succeda niente quando li schiacciano. E così incomincia a studiare come può fare. E va in una pozzanghera che sta in mezzo alla strada e vede che quando un camion passa sopra alla pozzanghera, la pozzanghera si sparge tutto intorno però poi torna a ricomporsi senza perdere una goccia d'acqua.

Allora il Rospetto dice:

- Ah!, così va bene, se potesse succedere così anche con me, che mi schiaccino pure ma poi potessi ricostruirmi di nuovo.

Allora va dalla piccola pozzanghera e le domanda:

- Senti piccola pozzanghera! come fai tu perché quando ti schiacciano non ti succeda niente?

- Ah! è perché io divento come quando piove.

- Come? - domanda.

- Sì, perché si formi una piccola pozzanghera, prima deve piovere.

- Bene - si mette a pensare il Rospetto - e come posso riuscirci io, che sono un piccolo rospo? come posso fare come la pioggia?

Ed incomincia a pensare e a pensare, pensare. E incomincia a riunirsi con gli altri piccoli rospi. E fa una riunione, come voi qui.

E chiede la parola e dice:

- Compagni e compagne piccoli e piccole rospi. C'è un problema che abbiamo tutti e tutte noi, che se ce ne andiamo in giro e non stiamo attenti, ci schiacciano e moriamo. Allora dobbiamo cercare di fare in modo che questo non succeda più.

E poi ha continuato dicendo:

- Sono già andato a chiedere e la piccola pozzanghera mi ha detto che bisogna diventare come pioggia, ma questo è molto difficile, perché noi siamo dei piccoli rospi. Allora, che possiamo fare? Dobbiamo metterci a pensare tutti quanti per risolvere la faccenda affinché non ci succeda più.

Ed allora si sono resi conto che la gente li pesta o le auto li schiacciano perché non li vedono.

Così il Rospetto dice:

- È che siamo troppo piccoli. Come possiamo fare perché ci vedano?

Allora hanno incominciato a gonfiare il sottogola, per diventare più grandi. Ma visto che erano rospetti piccolini, anche se si gonfiavano, continuavano a rimanere troppo piccoli per farsi vedere.

- No, non serve e mi fa solo venire mal di pancia - dice il rospetto -, perché per quanto soffi, più di tanto non posso gonfiarmi. Allora, che facciamo? - dice - perché dobbiamo essere tutti uniti e metterci d'accordo.

Allora mentre discutono tutti insieme passa una persona e vede che ci sono molti rospetti e fa il giro intorno. E dopo un po' passa un'auto e vede che c'è un bel mucchio di rospetti lì, e gira intorno.

Allora i rospetti incominciano a rendersi conto che quando stanno tutti insieme, la gente li vede e li rispetta.

Così dice:

- Ah! Allora è questo quello che dobbiamo fare, non dobbiamo più andare soli, se vogliamo sopravvivere: se vogliamo vivere bene dobbiamo unirci tutti.

E questa è stata la decisione che hanno preso tutti insieme.

Da allora i piccoli rospi camminano sempre insieme. Per questo motivo là, nelle montagne dove viviamo noi, del Chiapas, nelle notti di pioggia, si sente molto il canto dei rospetti, ma non si tratta del canto di uno, anche se sembra essere il canto di un rospo molto grande... se uno si affaccia vede che sono molti, tutti insieme, e che stanno cantando simultaneamente perché sono contenti, perché uniti sono riusciti ad ottenere quello che volevano.

Questo è il racconto. Grazie.


(traduzione del Comitato Chiapas di Torino e "Maribel" - Bergamo)

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