La Jornada 26 gennaio 2004
CONFUTATA LA VERSIONE UFFICIALE
ABITANTE LOCALE CONFERMA LO SGOMBERO FORZATO NEI MONTES AZULES
HERMANN BELLINGHAUSEN - Inviato

Ejido Ixcan, Chiapas, 25 gennaio - "Col cavolo che l'hanno fatto con le buone. L'hanno fatto a forza. Il Josué (Jiménez Cruz) se lo sono portati via gli stessi agenti che sono venuti a buttar fuori questa gente". Un uomo che lavora sulle sponde del fiume Lacantun ed accetta di parlare, cosa che non fa nessuno nell'abitato, contraddice le versioni ufficiali: "Sì, li hanno cacciati".

La comunità Nuevo San Rafael, o Ignacio Allende, è stata distrutta da elementi dell'Agenzia Statale di Investigazioni e dell'Armata, alla presenza di funzionari della Procura Federale della Protezione dell'Ambiente (Profepa), lo scorso 19 gennaio.

"Sono arrivati i marinai. Almeno credo, perché adesso anche i soldati (della base di operazioni Ixcán) hanno il permesso di girare con le uniformi colorate della Marina, così uno non sa bene chi sono.

Io non ho visto se hanno bruciato le case; non ho una barca e non sono andato là, ma alcuni compagni che percorrevano il fiume hanno visto salire il fumo".

L'uomo conferma che hanno partecipato anche dei lacandoni "che lavorano nella stazione Chajul. Il governo dice che questa gente se n'è ritornata di sua spontanea volontà? Se così fosse se ne stava dov'era e tanto meno andavano a chiedere perdono".

Quaranta minuti di navigazione a monte del fiume, all'accesso a quello che fu Nuevo San Rafael, all'interno dei Montes Azules, giudiziali dello stato impediscono di sbarcare a chiunque si avvicini.


(tradotto dal Comitato Chiapas "Maribel" di Bergamo)



logo

Indice delle Notizie dal Messico


home