La Jornada 14 marzo 2004
Italiani visitano le comunità in resistenza e sottolineano l'organizzazione nei caracoles
L'EZLN DIMOSTRA CHE È POSSIBILE COSTRUIRE UNA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA
Hermann Bellinghausen - Inviato

San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, 13 marzo - "La trascendenza dell'esperienza zapatista non è limitata al Chiapas o al Messico, ma offre una possibilità su scala globale a tutti coloro che lottano nel mondo, come gli indigeni del Chiapas, contro la privatizzazione dei beni comuni, come nell'Italia opulenta quanto nella povera America Latina", afferma Italo Di Sabato, membro della delegazione italiana che ha visitato le comunità in resistenza del Chiapas.

"Abbiamo intravisto nuove opportunità di resistenza efficaci a partire dalle lezioni che l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) ha dato all'umanità", ha segnalato.

Nei giorni scorsi una delegazione di solidarietà proveniente dal comune di Campobasso, nella regione italiana del Molise, ha visitato diverse comunità. Oltre che parlare con le giunte del buon governo nei caracoles zapatisti, ha formalizzato il gemellaggio della municipalità (vicina al mar Adriatico) di Campobasso con il municipio autonomo Miguel Hidalgo (vicino a Comitán e Chanal).

La delegazione era formata da rappresentanti della giunta di Campobasso, membri di organizzazioni non governative (ONG) per i diritti umani, giornalisti e promotori di progetti di educazione e salute con esperienze precedenti fatte in Africa e Centroamerica.

"Abbiamo visto come la rivoluzione zapatista sia una rottura con le vecchie rivoluzioni. Durante la nostra visita in Chiapas abbiamo potuto toccare con mano una realtà che dimostra che esistono due tipi di democrazia. Uno, che potrebbe definirsi istituzionale, corrisponde al sistema neoliberista ed è orientata al commercio ed al consumismo", aggiunge Di Sabato, rappresentante del Partito Rifondazione Comunista, che indossa una maglietta dei Disobbedienti.

"Abbiamo avuto l'occasione di conoscere la nuova esperienza zapatista che c'insegna che non solo è possibile ribellarsi al sistema politico ed economico, ma che è possibile costruire una democrazia partecipativa dalla ribellione. Questo insegna l'esperienza dei caracoles, che sono un passo avanti dell'EZLN, perché privilegia la strada politica al suo essere un esercito".

"Dopo i tristi eventi di Madrid, la nostra visita assume altri significati", dichiara Simona Zampino a nome della delegazione di Campobasso. I visitatori italiani ritengono "che il binomio guerra-terrorismo è possibile per l'esistenza degli estremi potere-violenza apparentemente opposti, che sono funzionali uno all'altro". E conclude che "è indispensabile costruire alternative e per fare questo è importantissima la parola zapatista di democrazia con giustizia e dignità".

Zampino ritiene "una vergogna che in Messico ed in Italia si pensi che il Chiapas non sia importante e che possa essere dimenticato". Visibilmente commossa per la situazione vista in mattinata a Polhó percorrendo gli accampamenti dei rifugiati, ha deplorato la decisione della Croce Rossa Internazionale di ritirarsi da questa comunità, considerando la situazione irrilevante rispetto alle guerre "prioritarie" in altre parti.

Ed aggiunge che l'istituzione "è complice su scala internazionale dei governi che tentano di nascondere la realtà di povertà ed ingiustizia nelle montagne del Chiapas". Rivela che membri della Croce Rossa "sono arrivati ad accusare gli stessi indigeni della propria povertà perché 'non vogliono lavorare'. Quindi, hanno detto che se ne andavano in Iraq".

Di Sabato aggiunge che la Croce Rossa Internazionale "si accorda con i governi accettando le loro versioni ed ignorando la popolazione". Nel caso di Polhó "preferiscono negare il problema per negare in questo modo l'esistenza di una guerra".

In un comunicato che riassume la visita di 11 giorni ne Los Altos ed in altre regioni del Chiapas, la delegazione molisana sottolinea la "profonda emozione" provata nell'incontro con gli abitanti del municipio autonomo Miguel Hidalgo che con "gioiosa e spontanea complicità" hanno accettato il gemellaggio con Campobasso. "Sebbene sia stato solo un incontro, abbiamo potuto sottolineare la volontà comune di proseguire, dalla nostra realtà, promovendo tutte le forme di resistenza e autodeterminazione che agiscono criticamente verso l'attuale modello di sviluppo neoliberista".

Al di là dell'elemento emotivo, italiani ed indigeni di Miguel Hidalgo hanno concordato sulla ricerca di una cooperazione partecipativa e solidale "che permetta a noi di sperimentare un modello di democrazia alternativa che nasce dall'esperienza zapatista e che ci conferma di dover realizzare azioni concrete che rendano possibile il loro sogno di autodeterminazione e richiedere insieme a loro un completo riconoscimento dei diritti e della cultura dei popoli indigeni".

La delegazione italiana era composta da Loredana Costa, Annarita Di Credico, Serena Biondi, Antonio Mancini, Fabio Lemme, Aldo Spedalieri, Caterina Gaetano, Antonio Priston ed altri, ed ha avuto incontri e dibattiti con organizzazioni civili e religiose presenti nella regione.


(tradotto dal Comitato Chiapas "Maribel" di Bergamo)



logo

Indice delle Notizie dal Messico


home