La Jornada - Lunedì 10 maggio 2004
DALL'ALTRO LATO
Arturo Balderas Rodríguez
Qualcuno lo può spiegare?

È OPINIONE QUASI UNANIME negli Stati Uniti che aprile è stato uno dei peggiori mesi per l'immagine del presidente Bush. Si può fare una lunga lista dei fattori che hanno influito. Ecco i principali: il risorgere delle ostilità in Iraq, la morte di più soldati statunitensi (senza contare le migliaia di civili iracheni, che sembrano sono invisibili per gran parte della stampa statunitense), il ritiro delle truppe spagnole, honduregne e dominicane della coalizione di forze d'invasione in quel paese, l'interminabile sfilata di nuovi articoli, che criticano la sua decisione d'invadere l'Iraq, il lento recupero dell'economia e dei posti di lavoro. Sono solo alcuni dei mal di testa che a qualsiasi governante avrebbero causato un'emicrania eccezionale. Non così a George W. Bush.

IN INCHIESTE GALLUP e del centro di ricerche Pew (due delle più serie istituzioni statunitensi in questo campo), pubblicate due settimane fa, il presidente statunitense appare con un margine favorevole di per lo meno cinque punti fra coloro che pensano che la sua conduzione del paese è stata quella corretta, su quelli che credono che sia stata sbagliata. I dati sorprendono perché gli intervistati disapprovano la sua politica riguardo al conflitto iracheno e all'economia, due dei principali fattori che potrebbero determinare la sua rielezione.

ALCUNI GIORNI FA qualcuno commentava che sarebbe il colmo che questo presidente (Bush) fosse rieletto nonostante il disastro economico, del quale è responsabile in buona parte, e per aver portato il paese in questo pantano chiamato Iraq. Dopo aver visto i risultati dell'inchiesta, si può avvertire che è ovvio per un po' più del 40 per cento dei statunitensi non lo è ancora per più del 50 per cento di loro. Qualcuno può spiegare questa contraddizione? Forse la risposta più facile sarebbe quella che lo statunitense medio tende ad essere sempre di più conservatore, però questa risposta, a sua volta, implica altre domande e riflessioni. Ciò che è evidente è che le cause possono essere diverse, però questo 50 per cento non è interessato a conoscerle. E questo è quello che conterà a novembre.

SI SAPEVA CHE l'equipe del presidente avrebbe fatto tutto il possibile per ottenere la sua rielezione. Continuando così le cose, non avrà bisogno di buttar fuori tutto l'arsenale che sicuramente ha ancora da parte per sconfiggere il candidato democratico.

ADOLFO SANCHEZ REBOLLEDO commentava in queste pagine la relazione presentato dall'ONU sulla democrazia in America Latina. In questo rapporto si dice che più del 50 per cento dei latinoamericani sarebbero stati disposti ad accettare un governo autoritario se si risolvesse la situazione economica. Si avverte dalle recenti inchieste che per buona parte degli statunitensi nemmeno quest'ultima condizione è necessario.

BISOGNERÀ VEDERE che pensano dei nauseabondi abusi contro i prigionieri iracheni. In ogni caso, sarà una macchia molto difficile da cancellare.


(tradotto dal Comitato Chiapas di Torino)



logo

Indice delle Notizie dal Messico


home