Consejo General de Huelga

Comunicato Stampa

Città Universitaria, 27 marzo 2000

Sequestro: questo è il dialogo delle autorità

Oggi, intorno alle 4 del pomeriggio, hanno sequestrato la professoressa della Facoltà di Scienze, Guadalupe Carrasco Licea, partecipante attiva del movimento nel CGH. Dopo aver partecipato come proponente ad un Forum sul conflitto universitario, tenutosi nella Facoltà di Chimica alle ore 12 e, mentre se ne andava in auto in compagnia di suo marito e di sua figlia, è stata intercettata all'incrocio tra División del Norte e Eje 6 Sur da una camionetta Ram bianca, targata 818KWC da cui sono scesi circa 12 soggetti che si sono messi a colpire il veicolo fino a far scendere Guadalupe per portarla nella camionetta menzionata, dopo aver colpito lei e suo marito.

I soggetti che l'hanno portata via non si sono identificati, non hanno presentato nessun mandato di cattura, né hanno detto dove la portavano, l'unica cosa che hanno detto è che "venivano da parte di De La Fuente" e quindi si tratta di un sequestro.

Consideriamo responsabile di questo sequestro il ministro degli interni Diódoro Carrasco che è stato il responsabile diretto di tutta la repressione del movimento studentesco, obbedendo agli ordini presidenziali, così come il rettore Ramón de la Fuente che ha seguito e strumentalizzato tutto il piano del governo per reprimere il CGH, oltre a Luis Fernando Magaña, direttore della Facoltà di Scienze, che ha dato alla PGR ogni tipo di informazione sui compagni di Scienze appartenenti al movimento, segnalando quelli che dal suo punto di vista, avrebbero dovuto essere arrestati e tra loro, in particolare, Guadalupe Carrasco detta "Pita".

Dopo che la PFP è uscita dalla UNAM e una volta che il CGH ha ripreso le strutture universitarie, le repressioni su alcuni compagni del movimento all'interno del campus sono state continue; soprattutto controllando e seguendo Pita e Javier Fernández (anche lui professore di Scienze) si era scoperta un'operazione di una trentina di soggetti (sicuramente della PGR) in 6 o 7 veicoli intorno alla facoltà. Fino ad oggi, nel caso di Pita, si era riusciti ad eludere l'operazione di vigilanza ogni volta che entrava o usciva da Scienze. Intorno alle 20.30, una delle commissioni che indagava sul sequestro, è stata informata dalla PGR di stanza a Camarones che la nostra compagna era stata trasferita al Reclusorio Norte. Mezz'ora più tardi le nostre compagne detenute in questo carcere ci hanno informato che Pita si trovava reclusa lì, accusata dei seguenti reati: danno alla proprietà altrui, lesioni, appropriazione, furto specifico e sommossa, in seguito ad un ordine di cattura richiesto dalle autorità universitarie.

Le dichiarazioni del rettore e dell'avvocato generale sul fatto che tutti gli ordini di cattura sono stati ritirati sono solo menzogne. Chi può credere alla loro parola?

Questo è il dialogo che stanno offrendo De La Fuente e i suoi direttori, il "corpo direttivo dell'Università", come si autodenominano adesso pomposamente.

Questo è il "dialogo che mostra nuovamente che la volontà degli universitari non ha nulla a che vedere con la violenza", come ha dichiarato poche ore fa Ramón De la Fuente. Ogni volta che offrono dialogo arriva un colpo contro il CGH, questa è la loro normalità. A questo si riferiva De la Fuente quando, stamane, ha minacciato "Tutti devono assumersi le proprie responsabilità. Se ci saranno nuove mancanze, dovranno essere sanzionate con gli stessi strumenti."

Così è stato, così è come i nostri compagni sono stati sequestrati, senza alcun ordine di cattura, il 1 e il 6 febbraio, con la forza, dalla polizia militare.

Come è suo costume, De la Fuente con una mano offre il dialogo, che non è altro che simulazione e con l'altra tira la bastonata al movimento studentesco.

Questo è il risultato delle "gestioni" che ha realizzato Luis Fernando Magaña, presunto direttore della Facoltà di Scienze.

Questa è "l'impeccabile applicazione della legge" di cui parlano Zedillo e Diódoro Carrasco, un vile sequestro con uso di violenza in presenza di un minore che è stato testimone di come i suoi genitori sono stati picchiati e di come sua madre è stata portata via.

Un sequestro, senza presentare ordine di cattura, senza identificarsi, senza dire dove la portavano, per poi farla apparire in uno sfoggio di "efficienza nell'applicazione della legge", nel Reclusorio Norte, accusata di 5 delitti.

Di quale dialogo parlano le autorità? Una simulazione in cui le stesse autorità attraverso il loro Consigli Tecnici e Interni, gli stessi che hanno appoggiato incondizionatamente tutte le iniziative del rettore e dei direttori di turno, organizzeranno un presunto "tavolo di dialogo" in cui la comunità discuta, cioè loro, le autorità, attraverso le commissioni che nomineranno, che prenderà le decisioni che loro considereranno giuste.

Voi discutete, io decido! propone l'autorità.

Per il resto, en passant, il rettore delimita la discussione di questi "tavoli di dialogo", decretando che la tematica dovrà essere la sua stessa "proposta istituzionale", per far sì che questa proposta, che De la Fuente aveva dichiarato essere nata dal consenso tra gli universitari attraverso i loro incontri, e che sempre secondo De la Fuente era stata avallata da 180mila universitari nel suo plebiscito fraudolento, adesso è sottoposta alla discussione della comunità universitaria.

Com'è la storia, non era già nata dal consenso? Perché allora convocare adesso la comunità per discuterla?Fino a questo momento il CGH nella sua sessione odierna ha deciso quanto segue: la proposta di dialogo di De la Fuente, non è altro che il cosiddetto forum di discussione che prepara un suo Congresso accomodato e manipolato.

Il CGH chiarisce che non parteciperà a questa farsa, invita tutta la comunità a non partecipare ed avverte che boicotterà qualunque tentativo di preparazione di questo Congresso fino a quando i nostri compagni rimarranno detenuti e la composizione e l'agenda non vengano discussi e concordati bilateralmente con il CGH.

Il CGH continuerà sulla stessa linea di resistenza che ha mantenuto fino ad ora per dimostrare che non ci sarà normalità possibile fino a quando non verranno accolte le nostre richieste, attraverso un dialogo democratico, con base negli accordi del 10 dicembre e fino a quando i detenuti politici non verranno liberati.Il CGH avverte tutta la comunità universitaria che il rettorato pensa di utilizzare questi presunti dialoghi similmente a quanto ha fatto con il plebiscito, con cui legittimò la repressione con l'ingresso della PFP e che ancora continua con la repressione, i sequestri e gli ordini di cattura.

Commissione Stampa

CGH - UNAM


(tradotto dall'Associazione Ya Basta! Per la dignità dei popoli contro il neoliberismo - Lombardia)



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