La Jornada, 11 gennaio 2000

Onésimo Cepeda: quella di Raúl Vera, una "gran promozione"

Viene rifiutato come successore di Ruiz; "se il Papa me lo ordina, vado"

José Antonio Román - Il trasferimento di Raúl Vera López come vescovo coadiutore della diocesi di San Cristóbal de las Casas, Chiapas, a quella di Saltillo, Coahuila, si tratta di una "gran promozione", ha affermato il presidente della Commissione di Comunicazione Sociale dell'Episcopato Messicano, Onésimo Cepeda Silva, che ha scartato che questa decisione di Giovanni Paolo II sia risultato di una negoziato tra il Vaticano ed il governo del Messico.

Cepeda, che sarebbe tra i principali candidati a succedere a Samuel Ruiz per la diocesi chiapaneca, ha assicurato che nella sua vita religiosa non ha mai chiesto niente, nessun cambiamento di chiesa o di parrocchia. "Però mai ho rifiutato ciò che mi ha chiesto il Papa".

E benché si è scartato come possibile successore del vescovo Samuel Ruiz, ha sottolineato: "Se il Papa me lo ordina, vado, se non me lo ordina, non vado, semplice. A me ha aggiunto non è mai piaciuto mettere il carro prima del cavallo, ciò mi sembra una sciocchezza delle più grandi; perciò credo che ciò che conviene fare è aspettare che il Papa designi il vescovo che occupi questa diocesi".

Nonostante, ha citato le principali caratteristiche che deve avere il futuro vescovo di San Cristóbal de las Casas. Deve essere, ha detto, un uomo prudente, energico, capace, con una capacità davvero solida, che si preoccupi per i poveri e sia ponte di unione e dialogo tra tutte le parti in conflitto e con la società.

Rimanendo con i giornalisti della fonte religiosa, Cepeda ha ricordato che Giovanni Paolo II è molto bene informato di ciò che accade in Chiapas e in tutto il paese, e ha detto che i vescovi sono qualcosa di simile ai generali, dato che come in un Esercito c'è sempre un comandante in capo che comanda tutti. "Così, è il Papa che manda ciascuno di noi nel luogo nel quale crede che siamo di maggiore utilità".

Questo è il caso di Vera, perché ha considerato che la diocesi di Saltillo era idonea per sviluppare un lavoro pastorale. "Comparata con San Cristóbal di las Casas, credo sinceramente che Saltillo è una gran promozione. E anche credo che la decisione del Papa si deve a ragioni strettamente pastorali".

Durante la riunione, realizzata negli uffici della commissione episcopale, ci si è riferiti anche alle relazioni tra Chiesa e governo federale. Ha detto che queste sono state buone sotto il mandato del presidente Ernesto Zedillo. Rispetto a possibili riforme alla legge che regola le chiese e le associazioni religiose, ha detto che la legislazione attuale, come qualsiasi altra, sempre sarà perfezionabile, benché non si siano sollecitate nuove leggi.

Alla fine, interrogato sugli incontri che hanno sostenuto i vescovi e i candidati presidenziali, Onésimo Cepeda ha dichiarato che come conferenza episcopale i primi non hanno sostenuto incontri con nessuno degli aspiranti, ma lo hanno fatto in modo personale. Per esempio, ha commentato che lui ha sostenuto una riunione con Francisco Labastida, Cuauhtémoc Cárdenas e Porfirio Muñoz Ledo. Con Vicente Fox ancora no, benché ha detto che la sua casa "sarà sempre aperta per i grandi e anche per i piccoli".


(tradotto dal Comitato Chiapas di Torino)



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