PROSSIMO 8 MARZO ZAPATISTA A SAN CRISTOBAL: MILITARIZZAZIONE E RESISTENZA INDIGENA

da La Jornada, 3 marzo 2000

Hermann Bellinghausen, inviato, La Realidad, Chiapas, 2 marzo

Man mano che la presenza militare si incrementa in numero ed intensità intorno alle comunità indigene in resistenza, le donne zapatiste si preparano a uscire dalle loro regioni e a marciare per le strade di San Cristóbal de Las Casas, mercoledì prossimo, l'8 marzo, Giornata Internazionale della Donna.

Nelle ultime ore, l'esercito federale ha installato due nuovi posti di blocco all'entrata di questa regione tojolabal. Sui terreni comunitari di La Esperanza, a meno di tre chilometri dal vecchio Guadalupe Tepeyac, è stata installata una base operativa dell'esercito. In pochi giorni il suo ruolo è cambiato: da punto di "vigilanza" sui veicoli pesanti per la costruzione della strada, a effettivo punto di controllo, con garitta e parcheggio speciale per il controllo dei veicoli. L'altro posto di blocco si trova a El Peñasco.

I pattugliamenti degli elicotteri militari su La Realidad hanno acquisito questa settimana un'aggressività straordinaria. Racconta una maestra della scuola: "L'elicottero si è abbassato così tanto che sembrava stesse atterrando nel cortile della scuola e al suo interno, un soldato stava filmando, cercando di registrare cosa stava accadendo nelle aule".

Sotto i voli radenti che sembrano quasi atterraggi, che quasi fanno volare via i tetti delle case, le donne di questa e di altre comunità si stanno preparando per la loro manifestazione. Studiano gli slogan, dipingono striscioni e si mettono d'accordo.

D'altro canto, i contadini di San José de la Nueva Esperanza sono giunti qui per denunciare un'incursione dell'esercito federale nella loro comunità, che è stata respinta da uomini, donne e bambini lo scorso 28 febbraio.

Preparativi

Migliaia di donne tojolabales, tzotziles e tzeltales, basi d'appoggio dell'EZLN, realizzeranno una manifestazione per le strade di Jovel, ancora una volta. La prima è stata l'8 marzo del 1996. Si prevede che sia un concentramento massiccio, con partecipazione di campesinas della selva Lacandona e di Los Altos.

Secondo il rappresentante di questa comunità, non era ancora confermata la partecipazione delle donne chol della Zona Nord "non ci sono le condizioni" per il loro trasferimento a San Cristóbal de Las Casas la prossima settimana.

Come un anno fa, le donne in resistenza esigeranno la smilitarizzazione e la pace.

Lo esprime Rosalía, una giovane molto seria e sottile: "Stiamo andando a chiedere il rispetto verso le donne e i bambini della nostra comunità".

Non ha bisogno di essere più esplicita. Nello stesso momento si sente il rombo dei veicoli blindati che attraversano lentamente la comunità.

"Vogliamo che se ne vadano", dice Rosalía. Parteciperanno nonne, mamme e nipoti. "Andremo a esigere che si attuino gli Accordi di San Andrés", aggiunge.

Così, le vie di San Cristóbal de Las Casas si riempiranno un'altra volta di sottane, di donne che rivendicano che le lascino vivere.

L'incontenibile occupazione militare

Il processo di militarizzazione avanza senza tregua, impermeabile alle dichiarazioni ufficiali contrarie. La febbrile costruzione di strade a scopi militari e l'installazione di basi operative e di accampamenti militari saturano ancora di più di color verde oliva le vallate della selva Lacandona.

Oggi ho potuto vedere circa 15 camion dell'esercito federale che trasportavano macchinari pesanti tra la selva e la frontiera con il Guatemala. Questo, senza contare le decine di veicoli appartenenti alle ditte di costruzione private, che vanno di pari passo all'espansione militare, in questi giorni in cui nessuno si gira a guardare da questa parte.

Joel, proveniente da San José de la Nueva Esperanza, racconta che una pattuglia dell'Esercito Messicano, proveniente da Rizo de Oro, è stata fermata dai campesinos, basi d'appoggio dell'EZLN . "Abbiamo teso delle corde sulla strada per non farli passare e le donne si sono messe in mezzo per fermarli nel caso non si arrestassero".

Come si ricorderà, alla fine di agosto del 1999, in un'incursione simile di soldati in questa comunità, la truppa sparò contro gli indigeni disarmati, ferendone due, di cui uno gravemente e arrestando tre uomini.

Intanto, il rappresentante di La Realidad intervistato informa che "l'elicottero va a dar fastidio anche negli altri Aguascalientes e da qui lo vediamo abbassarsi fino a El Corozal" (una base militare nella montagna, in questa vallata tojolabal).

Dice anche che i soldati sono avanzati su Amador Hernández, negli ultimi giorni. Hanno messo una "tripla copertura" di filo spinato intorno all'accampamento e agli elicotteri installati, anch'essi nell'agosto scorso, nella riserva della Biosfera Montes Azules, sulle terre della comunità zapatista di Amador Hernández.

"Siccome stanno avanzando, i soldati distruggono sempre più la montagna" e descrive come le truppe federali sbucano fuori al passaggio degli indigeni che protestano quotidianamente da sei mesi e li intercettano con la forza.

Questo ha causato ulteriori tensioni in questo punto, di per sé difficile, della Lacandona.

"La situazione lo richiede"

Oggi si è stabilito un punto di controllo militare a El Peñasco, tra Nuevo Santo Tomás e le terre occupate di Guadalupe Tepeyac, dove il villaggio è deserto.

Allora perché questo posto di blocco? domando ai soldati che mi fermano. E uno di loro risponde: La situazione lo richiede, come può vedere.

Quale situazione? Sta succedendo qualcosa? C'è qualche problema?

Non ricevo più risposta.

Oltre al palpabile incremento della pressione militare sui municipi autonomi come San Pedro de Michoacán, Tierra y Libertad, ed Emiliano Zapata, ieri ed oggi, ho potuto vedere un'operazione di polizia sulle strade delle regioni indigene del Chiapas. In coincidenza della visita di proselitismo del candidato presidenziale del PRI, Francisco Labastida, la totalità delle pattuglie della Policia Federal de Caminos hanno rastrellato il tratto che va da San Cristóbal de Las Casas alla regione di frontiera. Allo stesso modo si sono mobilitati decine di veicoli della CFE.

La PGR, con la partecipazione della Policía Judicial Federal, hanno stabilito, ieri e oggi, dei punti di controllo nei dintorni di San Cristóbal, Comitán e altri punti del percorso del candidato Labastida.

A parte questo, e dei feriti e dei "lacrimogenizzati" di Nicolás Ruiz, e di Nachajev (Chilón), dove ieri hanno fatto incursione i paramilitari Chinchulines e la Policía Preventiva, da queste parti non sta succedendo niente. Sta solo iniziando il periodo di siccità e lo sbocciare dei fiori della primavera imminente.


(tradotto dal Consolato Ribelle del Messico- Brescia)



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