La Jornada, Sabato 2 dicembre 2000

L'Esercito dovrà ritirarsi nelle sue caserme

FOX ORDINA IL RITIRO DI 53 POSTI DI BLOCCO

IN TRE ZONE DEL CHIAPAS

La Segreteria di Governo dichiara la sua piena disponibilità ad incontrarsi con i leader dell'EZLN

Elio Henríquez e David Aponte

Diverse fonti ufficiali hanno reso noto ieri che il Presidente Vicente Fox ha ordinato all'Esercito Messicano di ritirare 53 posti di controllo militare presenti in Los Altos, nel nord e nelle vallate del Chiapas.

Da ieri mattina, elementi dell'Esercito Messicano presenti in diversi punti del Chiapas, hanno ricevuto istruzioni di togliere gli accampamenti ed i posti di blocco stradali e di ritirarsi nelle proprie caserme: questo è stato reso noto a Città del Messico dalla Segreteria di Governo in un comunicato.

Il documento, firmato dal titolare della Segreteria, Santiago Creel Miranda, e dall'incaricato per i Negoziati per la Pace in Chiapas, Luis H. Alvarez, informa che "scopo di questa azione è ribadire la piena disponibilità del governo federale ad incontrarsi, nel più breve tempo possibile, con i rappresentanti dell'EZLN, e generare un clima favorevole per la ripresa dei negoziati per una pace solida e duratura in Chiapas".

Il generale Carlos Enrique Adán Yabur, comandante della 31 Zona Militare con sede a Rancho Nuevo, municipio di San Cristóbal de Las Casas, ha spiegato che i posti di controllo installati in diverse fasi per applicare la Legge Federale relativa ad Armi da Fuoco ed Esplosivi, sono stati ritirati nella sera e nella notte di questo venerdì.

Adán Yabur ha informato che l'ordine ricevuto è stato di ritirare i posti di controllo e d'ispezione noti come posti di blocco, ma ha smentito qualsiasi altro tipo di mobilitazione. Ha dichiarato che sono già state tolte le postazioni situate a Guadalupe Tepeyac, Vicente Guerrero e Nuevo Momón, del municipio di Las Margaritas, e quella di Rancho Nuevo.

Secondo fonti della Polizia Federale Stradale, il posto di blocco nella zona militare di Rancho Nuevo, il più vicino a San Cristóbal, è stato "smantellato" alle ore 21 ed i soldati "hanno solo detto che avevano l'ordine di ritirarsi e di lasciare libero il passaggio". A quell'ora i militari hanno iniziato a togliere le luci e le attrezzature utilizzate nelle 24 ore.

Un altro villaggio lasciato dai militari è stato quello di Amador Hernández, dove nell'agosto scorso si era registrato uno scontro con pietre e bastoni tra simpatizzanti dell'EZLN e la polizia militare, con il risultato di sette feriti lievi.

Adán Yabus si è astenuto dal commentare qualsiasi ipotesi di riposizionamento, in quanto non ha notizie al riguardo ed ha ribadito che i posti di blocco eliminati, non significano che l'Esercito abbia preso nuove posizioni.

Nella capitale del paese, il coordinatore per la Sicurezza Nazionale, Adolfo Aguilar Zinser, ha confermato il ritiro di truppe nella zona di conflitto in Chiapas. Prima di arrivare al Parco di Chapultepec per partecipare alla cena di gala offerta dal capo dell'Esecutivo ai suoi invitati nel Castello, il funzionario ha detto: "E' vero, so di questo, Luis H. Alvarez (commissario per la Pace) e Santyago Creel (Segretario di Governo) stanno discutendo di questo".

In un'altra intervista, Aguilar Zinser ha precisato: "In effetti, si sta svolgendo in questo momento (il ritiro). Abbiamo già rapporti di ritiro dalle posizioni che occupava l'Esercito".

Quale comandante supremo delle forze armate, Fox ha stabilito il riposizionamento delle truppe in attesa che l'EZLN dichiari la sua posizione riguardo la nuova amministrazione da ieri guidata dal panista: questo è stato dichiarato inizialmente da funzionari del governo foxista che hanno però chiesto di mantenere l'anonimato.

D'altra parte, l'organizzazione Enlace Civil ha segnalato che le truppe si stanno concentrando nei dintorni di San Quintín, a 25 km da La Realidad, dove l'EZLN terrà oggi la sua conferenza stampa, a Maravilla Tenejapa e nella 31 Zona Militare con sede ad Ocosingo.

Proprio martedì scorso, l'incaricato per il Negoziato per la Pace in Chiapas, Luis H. Alvarez, aveva anticipato a La Jornada, l'imminente ritiro di truppe in Chiapas, in ragione dell'eccessiva presenza di truppe sul posto.

Alvarez ha riferito che in ragione del fatto che i chiapanechi si sentono "assediati", l'Esercito verrebbe ritirato su posizioni che "garantiscano la pace sociale, ma non costituiscano un ulteriore elemento di disturbo della pace stessa".

Dopo la sfilata delle forze armate a Campo Marte, di fronte al Presidente Fox, il sottosegretario alla Difesa Nazionale, generale Mario Palmerín, è stato interrogato sul tema, ma si è limitato a rispondere che questo è un argomento "di competenza del segretario generale" Ricardo Clemente Vega García.

Ieri, nel suo discorso di insediamento, il Presidente Vicente Fox ha anticipato che il suo primo atto di governo in materia legislativa sarà quello di inviare la settimana prossima al Parlamento "come iniziativa di legge, il documento elaborato dalla Cocopa che sintetizza gli Accordi di San Andrés", firmati dal governo passato e dall'EZLN, ma non ratificati dal capo dell'Esecutivo.


(tradotto dal Comitato Chiapas "Maribel" - Bergamo)



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